Effetto framing: come le parole possono cambiare la percezione del veganismo

Quando si parla di veganismo, le reazioni delle persone possono variare enormemente. C’è chi lo vede come una scelta salutare e sostenibile, chi come una rinuncia insormontabile, e chi ancora come un semplice trend. Ma perché il modo in cui viene percepito varia così tanto? La risposta risiede, in parte, nell’effetto framing.

Che cos’è l’effetto framing?

L’effetto framing è un concetto della psicologia cognitiva introdotto dagli studiosi Daniel Kahneman e Amos Tversky negli anni ’70 e ’80. Indica come la formulazione di un’informazione (il “frame”) può influenzare il modo in cui le persone percepiscono e reagiscono a essa, anche quando il contenuto di base rimane invariato.

Un esempio classico è la differenza tra dire:

  • “Questo trattamento ha il 90% di probabilità di successo” (frame positivo), e
  • “Questo trattamento ha il 10% di probabilità di fallire” (frame negativo).

Nonostante il messaggio sia lo stesso, le persone tendono a preferire il trattamento presentato con il frame positivo.

L’effetto framing nasce nell’ambito dell’ economia, salute e psicologia comportamentale, ma oggi trova applicazioni in molti settori: dal marketing alla politica, dalla pubblicità alla comunicazione sociale.

Perché l’effetto framing è importante per il veganismo?

Il veganismo è spesso soggetto a pregiudizi o stereotipi. Alcuni lo percepiscono come un sacrificio o una privazione, mentre altri lo vedono come una scelta piena di benefici per se stessi, il pianeta e gli animali. Il modo in cui viene comunicato può influenzare in modo significativo l’atteggiamento delle persone.

Ad esempio, dire:

  • “La dieta vegana è ricca di fibre, vitamine e antiossidanti che ti aiutano a sentirti energico e sano” è molto più efficace che dire:
  • “La dieta vegana elimina i grassi saturi della carne.”

Nel primo caso, il focus è su ciò che si guadagna; nel secondo, su ciò che si perde. Questo semplice cambiamento può fare la differenza tra attirare o allontanare le persone.

Come applicare l’effetto framing per promuovere il veganismo

Facciamo una premessa: non è necessariamente sbagliato usare il framing negativo, ma dipende molto dal contesto e dall’obiettivo che si desidera raggiungere; può essere utile in certe situazioni, specialmente se si desidera sensibilizzare su problemi urgenti o gravi, come la sostenibilità ambientale o il benessere animale. Tuttavia, ha un rischio: potrebbe suscitare reazioni difensive, portando le persone a rifiutare il messaggio o ad evitarlo.

Il framing positivo tende a essere più persuasivo quando si tratta di stimolare il cambiamento e l’inclusione. Concentrarsi su ciò che si guadagna o sui benefici, piuttosto che su ciò che si perde, rende il messaggio più accessibile e attraente, soprattutto quando si parla di un cambiamento come l’adozione di una dieta vegana.

Campagna Beyond Meat – La pubblicità enfatizzava la sostenibilità e l’impatto positivo sulla salute e sull’ambiente, senza utilizzare termini negativi come “senza carne”. L’approccio era focalizzato sui benefici di una dieta plant-based.

Facciamo qualche esempio per capire meglio cosa si intende per framing positivo e negativo applicato alla comunicazione efficace nel campo del veganismo.

Framing negativo Framing positivo
Eliminare la carne riduce il rischio di malattie cardiovascolari.Una dieta vegana ti dona energia
La dieta vegana non contiene grassi saturi della carne.Scopri una cucina ricca di sapori e ingredienti che ti sorprenderanno
Mangiare carne è dannoso per il pianeta.Ogni pasto vegano contribuisce a preservare il pianeta per le future generazioni

L’effetto framing non è solo uno strumento teorico

Possiamo definire l’effetto framing una leva potente per influenzare le scelte delle persone. Applicato al veganismo, consente di trasformare un messaggio che potrebbe sembrare difficile o polarizzante in un’opportunità coinvolgente e accessibile. Concentrarsi su un framing positivo che evidenzi i benefici personali e collettivi, inoltre, aiuta a dissipare i pregiudizi e a costruire un ponte emotivo verso questa scelta.

Oatly – latte d’avena
“It’s like milk, but made for humans”
La campagna pubblicitaria enfatizza sull’innovazione e sul fatto che sia più adatto per le persone rispetto al latte animale

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