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YOVANA MENDOZA AYRES: L’INFLUENCER VEGANA CRUDISTA SCOPERTA A MANGIARE PESCE FRITTO

Yovana Mendoza Ayres è l’influencer vegana crudista con più un milione e trecentomila follower su instagram. Un seguito impressionante di seguaci sono venuti a conoscenza della notizia che la loro “guru” veg mangiasse pesce fritto in un ristorante di Bali. I commenti e le opinioni sulla sua incoerenza ve li lascio immaginare.

L’influencer è molto famosa per il suo stile di vita alimentare crudista e vegano. Sui social raccontava di sé e della sua alimentazione a base di frutta e verdura, crude. Questa esposizione mediatica le ha fatto guadagnare denaro attraverso i social, fino a quando un video di lei che mangia pesce non l’ha rovinata.

Croce e delizia dei media. Ti portano alle stelle e, se fai un passo falso, giù alle stalle. Questo lo sa bene Yovana che ha pagato quel pesce fritto a caro prezzo.

Le scuse su Youtube

Non appena il video è stato pubblicato online da una sua amica (parliamone!) i suoi seguaci si sono sentiti presi in giro.

Un video di 33 minuti, pubblicato in seguito, spiega le sue ragioni: “So che vi sentite traditi e vi chiedo perdono.Vi chiedo scusa, sono un essere umano. Mi dispiace moltissimo per come siate venuti a conoscenza della cosa, non intendevo nasconderla ma volevo dirvelo con i miei modi e miei tempi”.

A quanto pare i medici le avrebbero imposto una dieta onnivora, integrandola con alimenti di origine animale per motivi di salute.

Mi dispiace davvero tanto per il modo in cui le notizie vi sono state comunicate, il modo in cui l’avete scoperto. So che molti di voi si fidano di me, mi ascoltano e probabilmente ora vi sentite ingannati e avete tutto il diritto di sentirvi così. E per questo chiedo perdono, ma sono un essere umano… Non avrei mai pensato di dovermi sedere un giorno davanti a questa videocamera per dirvi che sono già due mesi che mangio uova e pesce e mi sento molto meglio perché la dieta crudista vegana fa male. Tornerò a una dieta vegetariana”.

A nulla è servito il discorso online, perché l’influencer è stata comunque sommersa di insulti da chi seguiva i suoi consigli alimentari e da chi, cavalcando l’onda, ne ha approfittato per sostenere ancora più a gran voce la teoria secondo cui l’alimentazione vegana sia scorretta.

L’influencer: chi e cosa fa?

L’aspetto fastidioso della faccenda non è tanto che una giovane donna di 29 anni abbia voluto cambiare la sua alimentazione, ma piuttosto che stesse approfittando di un meccanismo sociale, ovvero essere influencer, per farci dei soldi.

Il lavoro in senso stretto dovrebbe essere visto come qualcosa che stanca, ma nobilita, che sia di tipo manuale o intellettuale, dovrebbe essere concepito come un’espressione dell’essere umano che manifesta le sue capacità e abilità da cui poi ne deriva un mezzo di sostentamento, il denaro per l’appunto.

Sono andata a ricercare la definizione di Influencer:

Influencer: individui con un più o meno ampio seguito di pubblico che hanno la capacità di influenzare i comportamenti di acquisto dei consumatori in ragione del loro carisma e della loro autorevolezza rispetto a determinate tematiche o aree di interesse.

Da questa loro capacità, il carisma appunto, riescono a influenzare l’acquisto di certi prodotti ( che promuovono nei loro video e/o fotografie), e da tutto questo, ci guadagnano e pure parecchio.

Yovana, come altre influencer, era riuscita nel tempo ad influenzare più di un milione e trecentomila persone acquistando i prodotti da lei consigliati e seguendo  i suoi consigli alimentari vegani crudisti; riconoscevano in lei autorevolezza e credibilità.

“Credibilità” per l’appunto. Quella stessa credibilità che dopo la foto di lei che mangiava pesce fritto è venuto a mancare.

Per carità, se la questione che le ha fatto cambiare stile alimentare è la salute cagionevole, non possiamo accusarla percé ha voluto affidarsi al parere medico per star meglio; ma io vorrei tanto conoscere e sapere il nome di quel medico che le ha consigliato il pesce fritto. FRITTO!

Ad ogni modo, questa faccenda mette in luce un fenomeno della società contemporanea che sa di inquietante. Che valore ha l’informazione oggi se fatta da tutti, per tutti e spesso e volentieri da chi non ha titolo per farla? E peggio ancora, se a farla è colui o colei che neppure crede in quel che fa e dice?

 

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