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TOPENG MONYET: IL BUSINESS DELLE SCIMMIE BALLERINE MASCHERATE

TOPENG MONYET

La povertà e il sovraffollamento nella capitale dell’Indonesia, Giacarta, sembra aver spinto molti a trovare nuovi modi per sopravvivere sfruttando le scimmie. Si chiama “Topeng Monyet” ed è il business turistico delle scimmie ballerine mascherate.

© PH PERTTU SAKSA

Questa pratica consiste nel travestire le scimmiette come bambole; vengono indotte a ballare, a fumare sigarette, guidare biciclette e ad intrattenere il pubblico nella speranza di racimolare qualche spicciolo dai passanti e dai turisti. Indossano delle teste di bambola e vestitini logori recuperati, conferendo loro un’inquietante aspetto umano.

Apparentemente, sembra tutto molto simpatico ad un turista che vede solo una scimmietta mascherata che suona e danza al semaforo di una strada.

Cosa si nasconde, invece, dietro il Topeng Monyet?

Questi animali conoscono la più misera delle esistenze: strappate alla natura, l’uomo le schiavizza e le addestra. L’addestramento consiste nell’insegnare loro a restare in equilibrio sulle zampe posteriori, legando le zampe anteriori dietro alla schiena e sospendendo la scimmia per il collo con una catena. Ogni giorno le torture si susseguono sino alla fine della loro vita. Per circa 10 anni “servono” al business turistico, cessato il loro compito, verranno vendute per scopi alimentari.

Purtroppo, non è semplicemente la necessità e la fame a spingere il proprietario-aguzzino a detenere l’animale; infatti, dietro questa inquietante pratica si nasconde un’organizzazione ben strutturata, criminale, che prevede proprio l’adescamento dell’animale sin da cucciolo e l’uccisione della madre, la reclusione, il maltrattamento (che prevede anche l’eliminazione dei denti per non essere morsi durante addestramento) e lo sfruttamento che le porterà a diventare mendicanti per strada.

A testimonianza di questa crudele pratica, il fotografo finlandese Perttu Saksa ha riprodotto in una serie di scatti la misera vita da schiavi delle scimmie ballerine. Le fotografie tutte con uno sfondo cupo, mettono in evidenza le immagini di scimmie umanizzate travestite da bambole. Disumane, inquietanti, testimoni di un fenomeno crudele. “Ho dovuto chiedere l’aiuto di un giornalista locale prima di trovare alcune persone conosciute come “i maestri delle scimmie” nelle baraccopoli di Giacarta. Ho fotografato per alcune settimane nell’autunno del 2012. Dopo questo periodo, la legislazione è stata resa ancora più severa, e possedere scimmie è ora punibile con una pena detentiva “, spiega il fotografo. “I maestri delle scimmie , ovvero i commercianti che addestrano gli animali, mi hanno accettato solo perché ho chiarito loro che non li stavo giudicando, ma che volevo solo documentare le attività delle loro scimmie”.

Le scimmie mendicanti sarebbero già proibite da alcuni anni nella capitale Giacarta, ma ancora in numerose altre città indonesiane il fenomeno è in espansione. Questo accade perché in Indonesia non esiste una vera e propria legge del benessere degli animali, tranne l’articolo 302 del Codice Penale che risale però al 1930.

© PH. PERTTU SAKSA

Nel 2011 sempre grazie alla pressione esercitata dalle organizzazioni animaliste, tra le quali Jakarta Animal Aid Network, il governo indonesiano ha deciso di prendere misure legali per far cessare la “tradizione” definendo la questione come un vero e proprio crimine, dove le vittime erano, giustappunto, le scimmie abusate. La lotta di Jakarta Animal Aid Network  non è conclusa, combattono e protestano per fermare questi abusi cercando di rivolgersi alle autorità per la confisca e la riabilitazione delle scimmiette e si auspicano che la crudele pratica delle scimmie mendicanti venga vietata in tutta l’Indonesia e in altri luoghi ove ancora si pratica il Topeng Monyet.

 

 

 

Perttu Saksa è un fotografo che nel 2013 ha realizzato un reportage chiamato “A kind of you”. Qui la serie di fotografie: https://www.perttusaksa.com/a-kind-of-you

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