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ITALIANI SPRECONI: IL SETTORE ALIMENTARE E’ QUELLO IN CUI SI SPRECA DI PIU’

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Il 5 febbraio 2019 sarà la 6° giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. Il settore alimentare è quello in cui si spreca di più per il 74% degli italiani; mentre quello idrico segue per il 48%, quindi quelli legati a mobilità (25%) ed energia elettrica (22%).

Le tavole di @Altan al Food Award

Istituita in Italia nel 2014, la Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare è frutto di un’idea avviata dall’Università di Bologna nell’autunno 1998 da Andrea Segrè, allora docente di Economia Agroalimentare e di un gruppo di studenti, che ragionando sul concetto di sostenibilità, elaborò un modello di riconversione, a scopo solidale, della perdita del cibo buono lungo la catena di produzione e di consumo, un fenomeno denominato “spreco alimentare”. Nasceva così lo spin off dell’Alma Mater, Last Minute Market, con l’obiettivo di recuperare i beni della grande distribuzione.

L’obiettivo da raggiungere sembrava mettere d’accordo tutti, chi da e chi riceve, “un modello win-win nel quale vincono tutti, donatore e donatario insieme all’ambiente” riuscendo a trasformare il concetto di solidarietà sociale in sostenibilità ambientale ed economica.

L’arte e l’ironia di @Altan per sensibilizzare in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione

A distanza di tempo la Giornata dedicata allo spreco alimentare continua a farsi sentire con eventi organizzati ad hoc presso la sede della FAO a Roma , dove approda, presso l’Iran Room, la mostra Primo non sprecare, secondo Altan. Le tavole disegnate da Altan costituiscono il percorso espositivo che attraverso le vignette comunicano un messaggio chiaro: no allo spreco.

Le soluzioni quotidiane

7 italiani su 10 ritengono che un’educazione alimentare (72%) aiuterebbe, il 26% propone nuovi packaging e il 20% incentivi e sanzioni legati alla poca attenzione alla pattumiera.

Il 65% controlla la dispensa prima di fare la spesa, il 61% congela il cibo: ”si stima che un maggiore consumo domestico di prodotti surgelati, rispetto agli analoghi a temperatura sopra lo zero, potrebbe contribuire ad abbattere gli sprechi in cucina fino al 47%”, sottolinea il presidente Istituto Italiano Alimenti Surgelati (IIAS), Vittorio Gagliardi, nel ricordare che gli sprechi in Italia pesano per oltre 8,5 miliardi di euro, lo 0,6% del nostro Pil.

A seguire, più di un italiano su due (52%) controlla se si possa ancora mangiare prima di buttarlo. Molti fanno ricette con gli avanzi, solo un italiano su tre (34%) chiede al ristoratore una bag per trasportare a casa quello che non ha mangiato.

Spiega Andrea Segrè, fondatore e presidente di Last Minute Market: “basterebbe acquistare ciò che serve realmente, compilando liste precise che non cadono nelle sirene del marketing, scegliendo alimenti locali e di stagione basati sulla Dieta Mediterranea, consultando etichette e scadenze, utilizzando al meglio frigo, freezer e dispensa per gli alimenti senza stiparli alla rinfusa”.

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